Innamoriamoci…di noi stessi!

Crohn e stomia: il binomio che mi ha fatto riscoprire l’amicizia con me stesso.

Oscar Wilde diceva che amare sé stessi è l’inizio di un idillio che dura tutta la vita.
Quando dovetti subire la seconda operazione per una improvvisa e molto grave occlusione intestinale, gli eventi si svolsero in maniera molto repentina, tra l’altro, in giorni semi festivi tra il 31 dicembre e il 5 gennaio.
Le mie condizioni erano pessime, sia fisicamente che psicologicamente: non riuscivo ad accettare di aver subito una ileo stomia e nemmeno di sapere per quanto tempo avrei dovuto vivere con un sacchetto attaccato alla pancia, poiché i medici mi avvertirono immediatamente che gli esiti dell’operazione erano tutt’altro che buoni.

Chiesi ai miei genitori e alla mia fidanzata di informare di ciò che era accaduto solo poche persone, alcuni miei amici, ma soprattutto di essere assolutamente risoluti nel dire a chiunque ne facesse richiesta che non volevo ricevere visite. Avevo tubi e flebo ovunque, dolori in ogni parte del corpo, faticavo a parlare e a muovermi nel letto. Non volevo vedere nessuno se non le 3 persone che in quel momento rappresentavano la mia vita; anche con loro, a volte, le ore di ricevimento erano penose e le conversazioni non erano proprio brillanti.

Quando tutti vennero a sapere ciò che mi era successo, settimane o mesi dopo, comunque con le mie condizioni ancora lontane dal ristabilirsi, non tutti capirono il mio comportamento: alcuni mi definirono addirittura presuntuoso.
Mi resi conto in poco tempo di quanto fosse stata indovinata quella mia decisione.
Isolarmi e circondarmi solo di pochissime persone fondamentali, nel periodo più difficile, mi stava aiutando a riconoscere meglio, successivamente, chi altro aveva, per me, un sentimento incondizionato di affetto e amicizia e ad apprezzare ancora di più chi desiderava solo il mio bene e che mi riprendessi prima possibile.

Una azione, anche istintiva, se vogliamo, di sano egoismo, si stava rivelando come un atto profondamente indovinato e corretto nella mia crescita personale: mettere me stesso al centro della mia vita, provando ad accettarmi anche con una stomia, in condizioni di salute così precarie, a causa delle quali, in quei giorni, mi facevo profondamente schifo, mi stava insegnando i primi principi dell’amicizia per se stessi che, anni dopo, mi chiarì meglio il testo del filosofo tedesco Wilhelm Schmid.

Naturalmente il rispetto di questa regola da parte dei miei cari mi permise di passare molto tempo da solo prima in ospedale poi a casa e agevolò una certa propensione al raccoglimento e alla meditazione, spontanea, direi quasi inevitabile, senza l’aiuto di letture che in quei mesi certamente non avrei apprezzato.

Iniziare a vedermi con un occhio più indulgente nonostante quella menomazione, provare a fare qualche battuta di spirito riguardo la stomia (addirittura constatare che poteva pure avere qualche vantaggio!), mi suggerì che la nostra intimità è molto più complicata e per questo affascinante, di quanto vogliamo mostrare all’esterno e che quella parte di noi che nascondiamo per vergogna, in realtà finiamo per nasconderla a noi stessi, fingendo o provando in tutti i modi ad ignorarla.

Provare a comprenderla, osservarla con clemenza, senza giudizio, ci mette in cammino verso la scoperta della nostra reale bellezza e della nostra vera essenza e ci può insegnare ad amare noi stessi in maniera, appunto, incondizionata.

Allo stesso tempo tempo, imparai che l’intimità è un valore che va rispettato e altrettanto va rispettata l’intimità del prossimo, che non è detto che voglia vedere la nostra o mostrare la propria quando e nel modo i cui lo desideriamo noi.

Per questa ragione, quando un amico o un parente mi chiede di non andare a trovarlo durante un ricovero in ospedale, o anche a casa, in un periodo difficile, oppure se mi dice che non ha voglia di parlare di quel determinato problema, rispetto la sua volontà; in quel momento sta semplicemente cercando di volersi bene.

E dentro di sé ha tutto ciò che gli serve.

“Dio disse: ‘Ama i tuoi nemici’. E io obbedii e amai me stesso” – Kahlil Gibran

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