La pratica: potrei ma non voglio?

La pratica come scelta di vita.

Quante volte ci diciamo: “Vorrei poter andare in palestra almeno una volta la settimana, ma non posso…”
Oppure: “Mi piacerebbe mangiare più sano ma non ce la faccio…”
E ancora: “Quanto vorrei potermi rilassare leggendo un libro ma non trovo mai il momento…”
Allo stesso modo per la pratica: “Dovrei meditare almeno venti minuti al giorno ma non riesco a ritagliare il tempo…”
Già, il tempo.
Alla fine di questi pensieri che un pò tutti formuliamo, chi più, chi meno, esiste sempre un problema legato al tempo, nonostante sia molto democratico, dando ad ognuno di noi 24 ore al giorno.
Eppure, non ne abbiamo mai abbastanza per fare tutte quelle cose che dobbiamo fare.
Assolutamente.
Senza alcun dubbio, senza alcuna possibilità di poterle rimandare o delegare o addirittura evitare.
Quelle cose lì, le dobbiamo proprio fare.
Noi.
Solo noi siamo in grado di farle e dobbiamo occuparcene proprio adesso.

Ah, le to-do list!

Fanno parte di una lista di cose da fare che entro la giornata o al massimo entro la settimana dobbiamo completare.
Abbiamo una lista al lavoro, una lista a casa, una lista per qualsiasi attività che riguarda noi e le persone che ci stanno vicino, affetti familiari o colleghi.
Vi siete mai trovati senza una lista di cose da fare?

Non vi chiedo se ne avete mai completata una, poiché qualcuna certamente l’abbiamo esaurita tutti: quando termniamo la spesa, per esempio, arriviamo baldanzosi di fronte al cestino e buttiamo via quella serie di post-it gialli tutti spiegazzati con grande soddisfazione, vero?
Quanto tempo passa prima che iniziamo a scrivere la lista successiva? A volte pochi istanti, basta realizzare che ci siamo dimenticati la carta igienica (ma per questa settimana ancora ce la facciamo!) e via, si riparte con un altro post-it giallo.
Bene, organizzare la nostra vita è senza dubbio utile e comporta del lati positivi ma vogliamo trasformare la nostra esistenza in una serie concatenata di cose da fare?
Con questo atteggiamento mentale, ci ritroveremo a dover fare qualsiasi cosa: andare al lavoro, portare i figli a scuola, uscire a cena, trascorrere un weekend, organizzare le prossime vacanze, comprare una nuova auto, cambiare casa.

Dobbiamo o vogliamo…cosa?

Pensate per un momento al vocabolario che usiamo quando parliamo di attività come queste: utiizziamo il verbo dovere?
Dobbiamo pensare alle prossime vacanze? Dobbiamo uscire a cena? Dobbiamo portare i figli a scuola?
Che spazio c’è, nella nostra vita, per ciò che vogliamo fare?

Proviamo a fare una lista di attività che vogliamo fare: quanto è lunga? Da cosa è composta?
Sono tutti momenti di cazzeggio che non riusciamo a compiere per la solita mancanza di tempo o c’è altro?
Uscire a cena, per caso, è in questa lista? Portare i figli a scuola? Andare in vacanza? Organizzare le varie tappe di un viaggio con la propria anima gemella?
La realtà è che tutte le nostre liste sono accuratamente composte da attività che vogliamo fare e che scegliamo di fare, a discapito di altre.

Riunioni, telefonate di lavoro, email alle dieci di sera.
Riprendere i figli a mezzanotte dopo una festa, spararsi una giornata di shopping in giro per negozi con la moglie o riscaldare la cena per il marito che torna dal calcetto.
Sono scelte, che decidiamo di fare, momento per momento, durante la nostra Vita e che vanno a comporre come minuscoli granelli di sabbia la clessidra della nostra esistenza.
Finiamola di piangerci addosso, di dire che non abbiamo tempo, che siamo stressati, che ci piacerebbe fare altro.

Abilità a rispondere = …

Si chiama responsabilità ed è solo nostra.
Se non siamo consapevoli che la nostra Vita è il risultato delle scelte che compiamo ogni minuto, di ogni giorno, di ogni mese, di ogni anno che passiamo su questo Pianeta (e non sappiamo quando lo lasceremo, magari tra pochi minuti, magari tra molti anni ma comunque lo lasceremo, prima o poi), l’unica cosa che possiamo fare (possiamo, non dobbiamo) è scegliere le nostre priorità e  decidere in quale direzione governare le vele della nostra esistenza.

Questa, a mio parere, è la consapevolezza e lo strumento migliore che io conosca per svilupparla, giorno per giorno, è la pratica, esattamente come alleniamo con costanza il nostro corpo per mantenerci in una buona forma fisica.
Possiamo meditare, fare yoga, correre, camminare nella natura, andare in bicicletta, nuotare, scrivere, disegnare, dipingere, scolpire, lavorare a maglia o con l’uncinetto… ma poi ritorna sempre tutto lì, nella nostra quotidianità.
Se vogliamo, attraverso un allenamento paziente e continuo, possiamo trasformare la prospettiva con cui affrontiamo le nostre riunioni, le email, le difficoltà in famiglia, le tensioni e le preoccupazioni, l’ansia e lo stress.
Possiamo, per esempio, partendo da questa domanda: voglio realmente fare ciò che sto facendo in questo momento oppure no? E’ una mia scelta responsabile e consapevole?
Se siamo onesti con noi stessi, la risposta sarà affermativa.

Ed è proprio grazie a quel sì, che possiamo cambiare.
Possiamo scegliere cosa fare ogni giorno della nostra Vita, ringraziando gli insegnamenti del passato, immergendoci nelle infinite possibilità del presente e sorridendo con fiducia verso il futuro.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.