Accettazione: dopo aver negato l’accaduto, dopo la rabbia, dopo essere scesi a patti, arriviamo finalmente a questa fase. Sì, ma cosa accettiamo?
Accettiamo di esserci separati e che la vita va avanti. Vero. E poi?
Accettiamo che ci siamo sbagliati e la prossima volta, con l’esperienza acquisita, cercheremo di non ripetere gli stessi errori. Bene. Quindi si tratta di stare più attenti, di essere più prudenti, di valutare meglio le situazioni e le qualità caratteriali della persona che abbiamo di fronte. Benissimo.
Allora possiamo iniziare i colloqui: facciamo una lista con le caratteristiche che cerchiamo nel partner e quando vediamo che la candidata o il candidato hanno le qualità che cerchiamo, è fatta! E vai, iniziamo con la selezione!
Temo che ci sia dell’altro. Al di là del sarcasmo anche un po’ banale, la maggior parte di noi tende a cadere in questo tranello, portando attenzione “a chi verrà dopo” anziché prendersi cura di “chi c’è adesso”.
La reale accettazione che siamo chiamati a maturare dopo una separazione è un processo interiore di evoluzione molto profonda, che non riguarda minimamente il prossimo. Possiamo partire dall’altro e in questo caso da un altro essere umano che ha condiviso temporaneamente una parte della propria vita con la nostra, solo per iniziare un percorso che ci conduca a conoscere meglio noi stessi.
E accettarci.
Ciò che dobbiamo comprendere e accogliere con benevolenza e compassione non è al di fuori di noi: siamo noi. Non siamo né giusti, né sbagliati, né buoni, né cattivi. Siamo così, con le nostre qualità e le nostre debolezze.
Perfettamente imperfetti.
Possiamo evolvere, eccome se possiamo, in base a ciò che realmente desideriamo nella nostra vita, ma resteremo sempre imperfetti e questa è la perfezione della natura umana. Evolveremo anche qualora non lo volessimo, perché la Vita è cambiamento costante e tutto ciò che oggi ci circonda può scomparire in un istante e comunque scomparirà prima o poi, che lo vogliamo o no.
Scompariremo anche noi, presto o tardi; non sappiamo quando. Proprio perché non conosciamo la data in cui saluteremo definitivamente la comitiva, sarebbe auspicabile approfittare del tempo limitato che ci è dato sulla Terra per realizzare davvero la nostra vita e non sprecarla in una dimensione di scarsa consapevolezza, di rabbia, di attaccamento a situazioni effimere, di nessuna importanza.
Ho una notizia: il nostro partner, sia chi è passato, sia chi arriverà in futuro, non è perfetto; anche lui, o lei, non è né giusto né sbagliato, né buono, né cattivo. È semplicemente imperfetto, proprio come noi; è il nostro specchio e osservandoci attraverso questo specchio possiamo arrivare a conoscere realmente la nostra interiorità più profonda.
Se ci impegniamo sinceramente ad amarlo con le imperfezioni che, nel prossimo, siamo sempre molto bravi a riconoscere, allora possiamo anche prenderci cura di noi, scavando con fatica, sofferenza e onestà attraverso le nostre paure, i nostri dolori e le nostre insicurezze, accogliendo e accettando ciò che troviamo, in particolar modo quello che non ci piace.
Se ameremo le ombre di chi amiamo, accoglieremo anche le nostre; se invece le rifiuteremo, continueremo a farci del male, non riconoscendo la nostra angoscia e la nostra sofferenza.
Iniziamo nei periodi di solitudine a guardare nella giusta direzione, dentro di noi: perfezioneremo l’allenamento quando si farà viva la nostra anima gemella. Questo è il sentimento di accettazione da cercare e mantenere costantemente, il più possibile, con impegno e costanza, nei confronti di noi stessi.
Potete annullare i colloqui.
“Quando mi accetto così come sono, allora posso cambiare”. – Carl Rogers