Meditare: forse lo stai già facendo, ma non lo sai

Meditare è una parola che spaventa tante persone.
Molti, infatti, pensano ad un’attività che ci costringe a stare fermi, ad occhi chiusi, seduti a gambe incrociate su un cuscino peraltro abbastanza scomodo, immobili, senza potersi nemmeno grattare il naso.
Forse è per questa ragione che molti si sorprendono quando chiedo loro di raccontarmi come meditano, affermando di non farlo.
Aggiungono addirittura che non lo sanno fare, che non hanno tempo o che non ci riescono.
Alcuni si spingono alla famosa frase: “Non fa per me” oppure “Non sono portato”.
Eppure, scavando abbastanza superficialmente nelle loro vite, emerge presto una pratica meditativa.

La scintilla

Recentemente, alcuni partecipanti al mio corso hanno scoperto di meditare scattando fotografie, disegnando, giocando a pallavolo o praticando giardinaggio. Ora sanno che quella è la “loro” pratica.

Il momento in cui realizziamo di avere dentro di noi la scintilla della consapevolezza è magico.
Ci scopriamo profondi, densi, con un significato da esprimere e un senso da realizzare.
Prendiamo consapevolezza di essere artisti.
Diventiamo coscienti della nostra capacità di essere creatori.
Entriamo in contatto con la nostra dimensione divina.
Siamo capaci di costruire realtà che precedentemente non esistevano.
Ci assumiamo la responsabilità delle scelte e della strada che percorriamo per creare la nostra realtà.
Sentiamo la chiamata, la missione da compiere, per esprimerci al meglio delle nostre possibilità nel tempo limitato che trascorreremo su questo pianeta e che non sappiamo quanto sia.

Imparare dalla pratica

La “nostra” pratica, qualsiasi essa sia, ci insegna i principi fondamentali della Mindfulness in modo naturale e spontaneo.

    • La disciplina, attraverso la ripetizione del gesto e l’abitudine che diventa virtuosa. Avere disciplina, ovviamente, è di grande importanza per svolgere la nostra pratica formale, che rimane fondamentale, anche quando non abbiamo voglia.
    • Il qui e ora. Quando la nostra mente è immersa nel presente, senza pensieri o distrazioni che la trasportano nel passato nel futuro, stiamo sperimentando una dimensione di presenza mentale.
    • La gentilezza, la passione, la cura, l’amore per ciò che stiamo facendo.
    • L’atteggiamento non giudicante, specialmente di fronte ad un errore. Impariamo dall’esperienza, lo trasformiamo in valore prezioso e in insegnamento essenziale per il nostro processo di evoluzione.
Incarnare la pratica

Ecco quante cose possiamo imparare, nel momento in cui prendiamo coscienza di aver meditato, magari per anni, ma probabilmente in modo inconsapevole.
Ad essere inconsapevole, era la nostra mente.
Il cuore e il corpo, invece, sapevano già tutto.
Per questo ci hanno guidato per anni a compiere gesti che nascondevano un significato e un insegnamento preziosissimi per il nostro percorso.

Ora che abbiamo allineato la coerenza di mente, cuore e corpo, prendiamoci cura della nostra scintilla e trasformiamo la nostra Vita in quell’opera d’arte che solo noi possiamo compiere.

 

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I Corsi di Giuseppe

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