La motivazione: perché meditiamo? E perché no?

Qualche tempo fa ho letto un simpatico assioma.
L’umanità si divide in due tipi di persone: quelli che leggono il libretto delle istruzioni e quelli che non lo leggono.
Dopo avermi strappato un breve sorriso, la riflessione è riemersa, più profonda e sottile, settimane dopo.
Ieri, insieme con Stefano Bettera e altri amici, ho avuto il piacere di condividere alcune idee intorno alla domanda cardine sulla motivazione individuale: “Perché pratichiamo?”.
Restando qualche minuto con questo interrogativo anche al termine del nostro scambio, da solo, mi è tornata alla mente la frase sul libretto delle istruzioni.

Il libretto delle istruzioni

Io sono uno di quelli che lo legge quasi sempre. Magari non tutto, ma alcune sezioni, sì. Sempre.
Guardo la figura che mi permette di conoscere fisicamente ogni angolo e ogni pulsante, poi passo velocemente alle funzioni standard, che solitamente sono le più semplici ed intuitive.
Infine, mi soffermo qualche minuto sulle caratteristiche più avanzate, vedo se capisco tutto (non sempre avviene!) e se ho bisogno di chiarimenti, penso a quale amico rompere le scatole.
Ho una motivazione banale: voglio essere certo di sfruttare al meglio le caratteristiche dell’oggetto che ho in mano e per il quale ho speso del denaro.
Se ho speso 100, significa che mi serve 100 e voglio 100. Altrimenti, se mi basta 10, spendo 10.
Molto futile. O pragmatico. Del resto, sono della Vergine.

Pensate a quando compriamo un cellulare.
Una volta che lo abbiamo acceso e abbiamo individuato le funzioni strettamente essenziali (telefonare, chattare, navigare su internet), ignoriamo la maggior parte delle altre funzioni, rimandando l’eventuale apprendimento a “se e quando ne avrò bisogno”.
Magari abbiamo tra le mani un gioiello dalle potenzialità sorprendenti ma ci limitiamo alla pura e semplice sopravvivenza.
Certo, leggere il libretto delle istruzioni è noioso, lungo, a volte anche difficile da capire.

Abbiamo lo stesso atteggiamento nei confronti della nostra esistenza.
Riceviamo in dono questo straordinario mistero che è la Vita e molti di noi la attraversano per alcuni decenni senza minimamente preoccuparsi se al suo interno ci sia il libretto delle istruzioni.
Non ci rendiamo conto delle straordinarie possibilità che abbiamo perché non ci preoccupiamo di conoscere approfonditamente il regalo che abbiamo ricevuto.
Lo utilizziamo ben al di sotto delle nostre potenzialità, talvolta fino al termine dei nostri giorni.
Ci limitiamo a sopravvivere senza scoprire il valore prezioso e la bellezza di vivere.

Allenarsi alla Vita

Eppure, vivere è complicato.
Nel corso della nostra esistenza siamo sottoposti a stress di ogni tipo.
Da piccoli piangiamo per richiamare l’attenzione della mamma e farle sapere che abbiamo fame.
Poi ci troviamo a fare i conti con una serie di regole da rispettare, alcune veramente faticose da seguire.
A scuola, veniamo giudicati, valutati, esaminati.
Iniziamo a prendere decisioni sul nostro futuro a 13 anni, oppure altri decidono per noi, pensando di farci un piacere.
Del resto, noi non abbiamo ancora letto il libretto delle istruzioni, invece loro sì, sicuramente…almeno credo… lo hanno letto, no? Ma come, non lo hanno letto???
Ci innamoriamo.
Veniamo squassati da questo sentimento che ci porta sulle vette più alte e negli abissi più profondi.
Soffriamo.
Per amore, ma anche perché conosciamo il dolore.
Vediamo soffrire persone a cui vogliamo molto bene; prima o poi, le perdiamo.

Pensiamo a come guadagnarci da vivere, studiamo e cerchiamo un lavoro che sia soddisfacente, che possa garantirci un’esistenza tranquilla, più agiata possibile.
Ci lanciamo in avventure professionali con grande entusiasmo alla ricerca del successo; sentiamo la passione scorrere nelle vene.
A volte è un trionfo, altre volte perdiamo tutto.
L’amore ci porta a condividere con qualcun altro progetti e sogni.
Ci ritroviamo anziani, insieme, a passeggiare sul lungomare, mano nella mano, sorridendo.
Oppure tutto ciò che avevamo immaginato e per il quale avevamo giurato fedeltà eterna, dopo qualche tempo, va in frantumi.
Tutto finisce ed evolve.
Siamo devastati dal senso di colpa, dalla rabbia, dalla disperazione.
Raccogliamo i cocci e ricominciamo.
Ci ammaliamo e si ammala chi è vicino a noi.
Perdiamo le persone che ci hanno amato e cresciuto.
Andiamo avanti.
Cerchiamo di andare avanti.
Qualcuno non ci riesce.

La motivazione

Come vi sentite? Spaventati? Sopraffatti? Stimolati? Sfidati?
Possiamo affrontare ogni difficoltà che la Vita ci pone.
Così come gli atleti nutrono la propria motivazione, allenandosi sia per gli eventi più importanti, sia per poter avere una carriera più lunga e performante possibile, anche noi possiamo allenarci per essere preparati alle sfide della Vita.
Gli eventi importanti, felici, come un matrimonio o una laurea o un’impresa professionale, dipendono per buona parte dai nostri sforzi e possiamo prevederli e costruirli anche temporalmente.
Altri momenti, soprattutto quelle che ci portano dolore e sofferenza, sono spesso improvvisi e inaspettati.
Vivendo in modo consapevole, abbiamo la possibilità di prepararci al meglio delle nostre possibilità per gli uni e per gli altri.

Perché pratichiamo? Questa è la domanda che ogni saggio praticante, principiante o esperto, si pone frequentemente per rinnovare la propria motivazione e la propria ricerca, nell’allenamento quotidiano.
Allenarsi per la Vita significa riconoscere le difficoltà che affrontiamo, giorno per giorno, lasciandole emergere senza giudicare e senza giudicarci. Significa accettarle, accoglierle e trasformarle in valore, elaborando una risposta consapevole: la nostra risposta.
Mi viene altrettanto spontanea la domanda opposta: perché non pratichiamo?
Solo perché non abbiamo una motivazione sufficientemente forte o chiara?
Probabilmente è così.
Anche se può sembrare paradossale, la maggior parte di noi è consapevole di cosa fa nella Vita ma solo alcuni, molti meno, sono coscienti anche di come lo stanno facendo.
Se poi pensiamo alla motivazione, al perché stiamo facendo esattamente ciò che stiamo facendo, credo che le risposte diminuirebbero ancora drasticamente.

Prepararsi per il viaggio

E’ possibile pensare di affrontare tutta questa meraviglia di sentimenti e avvenimenti che la Vita ci dona senza un’adeguata “attrezzatura”?
Possiamo ritenerci pronti ad affrontare un viaggio senza un adeguato abbigliamento, senza una guida e una mappa, senza viveri, senza la minima conoscenza di usi e costumi delle popolazioni che incontreremo?
Io penso di no.
Penso anche che la motivazione sia individuale per ognuno di noi ma l’esigenza no: quella è universale.
E’ la nostra natura umana che ci chiama.
Allenarsi o non allenarsi invece è una scelta. Una decisione che prendiamo ogni giorno.

La bella notizia è che possiamo iniziare ad allenarci in qualsiasi momento.
Non è mai troppo tardi.
La cattiva notizia è che il libretto delle istruzioni non si può scaricare da internet.
E’ dentro di noi.
Prima lo cerchiamo, prima potremo leggerlo.
Nel momento in cui iniziamo a cercare, lì inizia la pratica.
Buon allenamento.

_____________________________________________________________________________________________

 

Vuoi conoscere meglio la pratica della Mindfulness? Vieni a trovarmi al prossimo workshop: “La Mindfulness spiegata a tua nonna”

Scarica GRATIS il primo capitolo del mio libro “A mente serena – Pillole di Mindfulness per vincere lo stress (e vivere felici!)”: lo trovi qui

Se vuoi ascoltare gli audio delle mie pratiche di mindfulness, puoi scaricarli GRATIS qui

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.