Quali sono i momenti in cui ci godiamo realmente un viaggio? Quando lo programmiamo? Durante le esperienze che facciamo? O lungo gli spostamenti? O durante i momenti di pausa, che talvolta sono necessari e fondamentali? Oppure quando lo ricordiamo, a distanza di tempo?
Festeggiare i successi
L’anno scorso, in questi giorni, usciva in tutte le librerie d’Italia il mio primo libro “A mente serena. Pillole di Mindfulness per vincere lo stress (e vivere felici!)”, edito da Hoepli. La scorsa settimana ripensavo a quante cose sono successe negli ultimi dodici mesi e ancora prima, quanto fosse incredibile per me pensare di scrivere un libro, oltre tutto con un editore prestigioso come Hoepli.
Qualche giorno fa ho partecipato insieme ad altre colleghe, sotto la regia di Carolina Traverso, all’Open Day del nuovo Semplicemente Spazio. Carolina, il giorno dopo, ha scritto un post di gratitudine e riconoscenza in cui ha brevemente ricordato il suo viaggio, da quando ha aperto il suo meraviglioso centro.
L’osservatore gentile
Ognuno di noi percorre il proprio cammino e spesso, intrappolati come siamo dal nostro stress quotidiano, non ce lo godiamo affatto. Peggio ancora, a volte non lo capiamo proprio.
Non ci godiamo minimamente, solo per fare un esempio, i nostri figli che crescono.
Sotto i nostri occhi, inesorabilmente cambiano e proprio per questa trappola in cui siamo bloccati non comprendiamo cosa succede, la bellezza magica e straordinaria della loro evoluzione.
Restiamo concentrati sui “problemi”: dovrei essere più o meno presente, più o meno esigente, più o meno intransigente.
E lui, o lei, dovrebbe avere più rispetto, essere più obbediente, più responsabile.
Forse sarebbe sufficiente una foto. Una foto da guardare ogni tanto, posizionata in un punto della casa che sia ben visibile; una foto di quando i nostri figli erano più piccoli e molto diversi da oggi.
Questa immagine potrebbe aiutarci a riflettere sul percorso, sulla qualità e sul significato del viaggio, permettendoci di assumere una distanza da osservatore non giudicante.
Forse basterebbe davvero una foto, da guardare spesso con un sorriso, per sintonizzarci sulla comprensione della magia e della bellezza del nostro cammino, che ha dato origine al loro, attualmente accanto a noi, ma che prima o poi si separerà.
Guarda dove vai
Qualsiasi esperienza, felice o dolorosa, che ci impegna totalmente e per la quale ci tuffiamo in situazioni che fino a poco tempo prima non avremmo mai immaginato di intraprendere, richiede alcuni periodici momenti di pausa.
E’ necessario, oltre che sano, fermarsi e guardarsi indietro, ogni tanto.
Con consapevolezza.
Quanta strada abbiamo fatto? Cosa abbiamo imparato? Siamo cambiati? Come? Come si è arricchito il nostro bagaglio durante il viaggio? E’ più pesante? Possiamo alleggerirlo e lasciare andare qualcosa? E poi soprattutto: come stiamo? Abbiamo bisogno di riposarci?
Se vogliamo prenderci cura di noi stessi e di chi ci sta vicino, abbiamo la necessità di capire e riconoscere il valore del nostro viaggio. Questa comprensione è possibile solo fermandoci e soffermandoci durante il percorso.
A volte sarà necessario riposo, curarsi le ferite e riprendersi dalle fatiche.
Altre volte potremo (e dovremo…) festeggiare un traguardo raggiunto.
In ogni caso, fermarci ci aiuterà a capire come stiamo e dove siamo.
Se non abbiamo le idee chiare riguardo la direzione, è possibile anche sviluppare una maggiore chiarezza mentale, in questi momenti di pausa.
Il nostro qui e ora
La Mindfulness è uno sguardo gentile e non giudicante dentro di noi: nei nostri abissi, che inizieranno a fare meno paura e verso le nostre vette, che potremo affrontare con più fiducia e coraggio.
Il vero potere del “qui e ora” per noi occidentali del ventunesimo secolo non è sedersi su un cuscino in cima ad una montagna, ma imparare a stare nella vita che viviamo ogni singolo giorno.
Viaggi in auto, in metropolitana, riunioni infinite, scadenze da rispettare, corse a scuola, discussioni con partner, figli, genitori, colleghi o capi.
Impariamo ad apprezzare ciò che abbiamo, guardando al nostro passato come un tesoro di insegnamenti e al nostro futuro come una infinita possibilità di esprimere noi stessi al meglio delle nostre possibilità.
Allora il nostro viaggio sarà nostro davvero e ci condurrà attraverso una scoperta continua, momento per momento.
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I Corsi di Giuseppe
Se anche voi sentite la necessità di imparare ad apprezzare il vostro cammino grazie ad un percorso di Mindfulness, vi invito a partecipare al Corso di Mindfulness RADAR: una mappa per il viaggio della Vita. E’ un’ottima occasione per imparare a rivedere e rileggere il proprio cammino sotto la luce di una nuova prospettiva. Prima di pensare a cambiare vita, iniziamo a cambiare semplicemente il modo in cui guardarla.